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Prodotti

Decaffeinato
Il caffè decaffeinato è un caffè al quale è stata rimossa, per mezzo di un processo tecnologico, la caffeina in esso contenuta. Successivamente al processo di decaffeinizzazione il contenuto residuo ammissibile di caffeina deve essere non superiore al 0,1% in peso sul prodotto secco.

Decaffeinato personalizzato
Demus è in grado di controllare il proprio processo produttivo al fine di ottenere un residuo di caffeina inferiore al già basso limite imposto dalla normativa (per es. non superiore a 0,05%). Il cliente che intendesse avvalersi dell’ulteriore diminuzione di tale parametro deve farne formale richiesta in sede contrattuale. 

Caffè decerato
Il caffè decerato è un caffè a cui sono stati sottratti gli elementi cerosi espressi come carbo-5-idrossi-triptamidi (C-5-HT) presenti in natura sulla parte corticale del chicco. Le cere, pur rappresentando lo 0,2%- 0,3% dei lipidi presenti sul caffè verde, sono difficilmente assimilabili e scarsamente digeribili e, in soggetti particolarmente sensibili, risultano essere irritanti a livello della mucosa gastrica. Il motivo della loro scarsa digeribilità è dovuto anche al fatto che queste sostanze diventano solubili attorno ai 65°C e quindi risultano difficilmente assimilabili dal corpo umano in fase digestiva. In fase di tostatura esse vengono parzialmente decomposte fino a raggiungere un contenuto che varia da 600 a 1000 mg/kg.

Caffè vaporizzato
Il caffè vaporizzato è un caffè sottoposto a un flussaggio di vapore di durata e pressione variabili al fine di rimuovere alcune difettosità del prodotto. Tale processo è in grado di eliminare alcuni difetti organolettici (es. sentore di legno), purché non troppo marcati. 

Caffè detossificato
È un brevetto DEMUS. Definizione di ocratossina A (OTA): è un metabolita fungino prodotto dai generi Aspergillus e Penicillum, che si sviluppa in particolari condizioni di elevata umidità, e può essere presente in cereali, vino, caffè, birra, cacao, frutta secca, carne, spezie e succhi di frutta. La contaminazione è maggiormente diffusa in alcuni paesi produttori, avviene prevalentemente dopo la raccolta ma può formarsi durante tutta la filiera (trasporto, stoccaggio, produzione).  Presenta una tossicità renale (es. nefropatia, endemica dei Balcani) e si accumula nei tessuti: inoltre è stata riscontrata anche una possibile cancerogenicità per fegato e reni. È preferibile analizzarla sul caffè verde in quanto, se l’individuazione di un inquinamento da OTA avvenisse sul caffè tostato, ciò potrebbe comportare la perdita della partita di caffè. Fare l’analisi sul verde tutela l’acquirente che, in caso di presenza di OTA, potrebbe adottare opportune misure per la sanificazione della partita. 

Caffè privato degli aromi negativi
È un brevetto DEMUS. I chicchi di caffè, successivamente alla raccolta, possono venir attaccati da particolari muffe e funghi che, in particolari condizioni ambientali possono produrre dei metaboliti dannosi per la salute (ocratossina A – vedi caffè detossificato) o che danneggiano la qualità del caffè in tazza (tricloroanisolo e geosmina). Il tricloroanisolo e la geosmina, responsabili di aromi negativi identificati dagli assaggiatori della tazzina come gusto “rio” e “terra” o “muffa”, causano un peggioramento qualitativo della bevanda caffè pur non essendo dannosi per la salute. Secondo lo stesso principio anche i sentori di “legno” presenti in parecchi caffè robusta vengono notevolmente attenuati.

Caffeina grezza
Caffeina di origine naturale, estratta dal caffè durante il processo di decaffeinizzazione, contenente impurità composte da polveri e pellicole del caffè, cere e acqua in ragione del 30-40%. La caffeina grezza, prodotta e venduta dalla Demus, necessita poi di un’ulteriore raffinazione per arrivare a una purezza che si aggira attorno il 100%, per essere in seguito utilizzata da aziende del settore farmaceutico, alimentare e cosmetico.