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Un intervento sulla sostenibilità sulla responsabilità sociale della filiera di produzione del caffè

24/09/2019

ultimo aggiornamento 24/09/2019 12:37:15

Al Trieste Coffee Experts di Trieste Andrej Godina, presidente di Umami Area, tratta un tema di interesse per i paesi di produzione del caffè

Andrej Godina - Trieste coffee experts.jpg
Durante l’evento Trieste Coffee Experts di Trieste ha dato occasione a decine di operatori di settore della filiera del caffè di potersi confrontare su temi di attualità e su cui gli operatori hanno bisogno di confronto.

Andrej Godina, dottore di Ricerca in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del caffè, caffesperto, presidente di Umami Area e Umami Area Honduras, azienda che produce caffè nel paese centro Americano, ha relazionato sul tema della sostenibilità e di come aggregare valore di responsabilità sociale sull’intera filiera di produzione.

La definizione di sostenibilità è stata quella di sviluppo sostenibile nel 1987 dal Brundtland Report per il World Commission on Environment and Development (1987):
Sustainable development is the development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs.

Le sue tre dimensioni definite dal 2005 World Summit on Social Development sono:
economic development, social development and environmental protection.

Nello stesso tempo è stato anche introdotto il concetto della responsabilità sociale che nella sua declinazione riservata alle società corporate è stata: 
Social responsibility is an ethical framework and suggests that an entity has an obligation to act for the benefit of society at large.
La CSR è stata definita al World Business Council for Sustainable Development"Making Good Business Sense" as "…the continuing commitment by business to behave ethically and contribute to economic development while improving the quality of life of the workforce and their families as well as the local community and society at large.”

Umami Area Honduras è una società i cui soci sono 33 di 5 nazionalità differenti che sta sviluppando un modello di produzione di caffè di qualità sostenibile all’interno di quella definizione data sopra. In questo momento il prezzo di mercato del caffè verde è determinato dalle borse merci di New York e Londra che oggi impongono una soglia di prezzo per il coltivatore troppo basso. Oggi il coltivatore di caffè non riesce a coprire le spese di produzione dei chicchi se gli viene corrisposto solamente il prezzo di borsa, anche se quel prodotto è certificato. I vecchi schemi di certificazione quali Fairtrade, Rainforest Alliance, UTZ pagano un differenziale fisso al produttore senza tenere conto delle nuove esigenze che il produttore di caffè deve affrontare: la piaga della ruggine del caffè che è sempre più forte e resistente ai trattamenti, gli effetti del cambio climatico che creano condizioni avverse alle quantità e alla qualità del caffè prodotto costringendo il coltivatore a investire in sistemi di irrigazione.

Quali soluzioni i paesi di produzione e di consumo possono adottare per affrontare questa crisi?

Due case histories sono state portate all’attenzione dei partecipanti quali il progetto Mantano e Anna Caffè.
 
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