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Umami Cocoa Camp in Brasile. Impressioni ed Immagini

09/04/2018

ultimo aggiornamento 09/04/2018 06:00:05

Dal 18 al 28 febbraio 2018 si è svolto in Brasile un campus formativo interamente dedicato alla formazione sul cacao rivolta ai giovani.

Ragazzi di diverse provenienze hanno avuto l'opportunità di ricevere formazione professionale sul cacao e sul cioccolato grazie ad un progetto co-finanziato dalla commissione europea. Si tratta di un nuovo percorso formativo previsto all'interno della progettazione internazionale di CACAO CREATIVE  Project: Starkmacher e.V., sulla scia del già vincente C.O.F.F.E.E Project e in collaborazione con Umami Area (IT), Fazenda de Esperanca (Brazil), IILA (Italy), Istituto Carlo Porta (Italy), SENA (Colombia) e Fundacion Unisol (Bolivia), ha previsto quattro appuntamenti in diverse località del globo, il primo dei quali si è svolto in Brasile nella regione di Ilheus.
 
Hanno partecipato al viaggio venti giovani di diverse provenienze, che dall’Italia, la Germania, la Francia, l’Austria, la Colombia, la Bolivia e il Brasile hanno portato il loro bagaglio di cultura, esperienze di vita e know how. In Ilheus il gruppo ha soggiornato nella Casa De Retiro Nossa Senhora Do Carmo la quale si è dimostrata “famiglia” ospitale, amorevole e generosa che ha accolto i ragazzi con un’emozionante apertura del camp: un coinvolgente spettacolo di danza di 150 bambini. Sono gli studenti della scuola elementare adiacente gestita da volontari. Sono figli di famiglie svantaggiate in quanto vittime della droga e se non fosse per questa scuola non avrebbero cibo, docce, indumenti, formazione, educazione e speranza. La scuola si sostiene solo grazie a donazioni. La formazione professionale dedicata al cacao e al cioccolato si è così inevitabilmente arricchita di momenti di riflessione e di spazio alle emozioni.
 
Nei giorni a seguire le lezioni teoriche hanno affrontato temi quali cenni di storia e geografia del cacao con dimostrazione dei frutti e dei semi della pianta, la classificazione delle specie della pianta di cacao e delle varietà dei suoi frutti, il processo di fermentazione e di essiccatura dei semi, il processo di tostatura e come questo influisce sullo sviluppo dei flavour, la lavorazione delle fave per ottenere il liquore di cacao e i sottoprodotti massa e burro, le fasi di lavorazione per ottenere il cioccolato.
 
Il valore inestimabile di questi viaggi sta nella possibilità di apprendere le nozioni teoriche direttamente nelle piantagioni di cacao e all’interno dei laboratori in cui avvengono le fasi di processazione delle fave di cacao. Per tale ragione il gruppo si è dimostrato fortemente entusiasta durante la prima visita ad una piantagione di cacao locale. Qui le piante vivono in un ecosistema ideale con ombra e fertilizzazione del suolo conferita dagli altri alberi da frutto. I ragazzi hanno assistito anche alle dimostrazioni di potatura delle piante ed hanno compreso l’importanza della pratica di impollinazione controllata. Coinvolgenti sono state le visite presso la fazenda Richuacelo, la quale ha dimostrato una altissima professionalità nella gestione di tutta la filiera di produzione, che parte dalla ricerca fino ad arrivare alla produzione di fine cioccolato. La struttura vanta infatti un laboratorio di ricerca all’avanguardia nel quale si studiano ibridi di laboratorio finalizzati a migliorare la qualità del prodotto e ad aumentare la resistenza della pianta agli attacchi di organismi e microrganismi che potrebbero comprometterne la sopravvivenza come già accaduto in passato in Brasile.
 
È stato molto interessante comparare due eccellenti Istituti di ricerca: CEPLAC e CIC. A differenza del CEPLAC, centro di ricerca gestito dal governo, il CIC è invece un ente privato. CEPLAC è legato inevitabilmente a compromessi di natura politico-economica ma svolge un’attività importantissima a tutela dell’economia di settore e dei produttori di cacao attraverso un laboratorio di genetica e una nursery con i quali sviluppano e distribuiscono ibridi di piante resistenti alle malattie.  CIC fa ricerca al servizio di produttori di cacao piccoli e grandi. Vanta uno dei lavoratori di ricerca più all’avanguardia del Paese e mira a prestare il suo servizio a livello globale. Concentra la sua attività sulla preservazione delle varietà autoctone dei territori di appartenenza e sul miglioramento della qualità del cacao affinché i produttori possano aumentarne il prezzo di vendita.  Da CABRUCA il gruppo ha avuto modo di comprendere come opera una cooperativa a livello locale e come funziona il mercato di compravendita delle fave di cacao che vengono poi esportate nei Paesi occidentali produttori di cioccolato. Da qui l’inevitabile intuizione della necessità di accorciare la filiera di produzione al fine di garantire al coltivatore un’equa ricompensa economica ed una migliore qualità di vita. L’azienda riferisce inoltre come si sia fortemente sviluppata in Brasile una sensibilità nei confronti della produzione di cacao “sano” oltre che di qualità. Anche per tale ragione si impegna moltissimo a mantenere alta la qualità del prodotto e per confermare la certificazione di “cacao organico” che gli consentono di vendere a maggior costo un prodotto di alto pregio.  Il programma formativo è terminato con un approfondimento sulla “Value Chain”: la richiesta del consumatore sta già cambiando il mercato quindi dal nostro consumo dipende il futuro “dell’Oro degli Dei”.
Il prossimo appuntamento è previsto in Colombia dal 13 al 22 ottobre 2018 e seguiranno quelli in Italia e in Bolivia.
CACAO Project è il frutto della partnership tra organizzazioni di diversi Paesi, tra cui l’Italia, che hanno sottoposto all’attenzione dell’Unione Europea la necessità di offrire alle giovani generazioni nuove possibilità di studio e di occupazione nel settore del cacao e del cioccolato. Il progetto permetterà alle diverse realtà che hanno aderito di offrire un iter professionale e viaggi sui luoghi di origine del cacao per una conoscenza approfondita della materia prima e della trasformazione del prodotto  con la guida di esperti di settore di fama internazionale. L’iscrizione ha un costo del tutto accessibile, permettendo la partecipazione anche a persone che, sebbene motivate, non potrebbero partecipare per motivi economici. La disoccupazione giovanile è un problema che vivono molti Paesi europei ed extra-europei. Iniziative come questa permettono a chi li segue di affrontare con successo le sfide di un mercato lavorativo sempre più esigente.