Per ottimizzare la tua esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies. Maggiori informazioni
Accetto
umamiarea
Facebook Twitter Youtube Newsletter
magazine
condividi: share facebook tweet this email

Un incontro all'ICO sui temi della formazione sul caffè nei paesi di origine e la sostenibilità

12/09/2019

ultimo aggiornamento 14/09/2019 09:51:37

Umami Area, fundacion ETEA, Starkmacher e AGÁTA roastery hanno presentato alla sede ICO le attività svolte a livello internazionale sulla formazione del caffè e il progetto Mantano per una filiera socialmente responsabile di produzione del caffè.

incontro ICO di Londra.JPG
Londra, 11 settembre 2019
Nella sede dell’International Coffee Organization quattro organizzazioni operanti nel mondo del caffè sostenibile con sede in Italia, Germania, Spagna e Honduras hanno incontrato Gerardo Patacconi, head of operations e Denis O. Seudieu, Chief Economist con lo scopo di presentare l’attività di respiro internazionale svolta negli ultimi anni sui temi della formazione professionale sul caffè nei paesi di origine e la produzione di un caffè ad alto contenuto di responsabilità sociale.
All’incontro erano presenti Andrej Godina, in rappresentanza dell’associazione italiano no profit Umami Area con sede a Firenze e di Umami Area Honduras, azienda produttrice di caffè sostenibile con sede in Honduras, Michela Accerenzi, coordinatrice per il Centro America della Fundación ETEA con sede a Cordoba (Spagna) e Johannes Epping, in rappresentanza della NGO tedesca Starkmacher e della micro roastery AGÁTA con sede a Mannheim in Germania.
 
Le quattro organizzazioni hanno presentato la loro attività internazionale svolta in partenariato nei paesi consumatori e produttori di caffè. L’esperienza presentata è stata quella dell’organizzazione degli Umami Coffee Camp che rappresentano i primi corsi di formazione professionale sul caffè durante i quali i partecipanti possono scegliere un percorso di istruzione modulare e personalizzato che gli permette di aggiungere al proprio curriculum un valore aggiunto di non poco conto che gli permette di potersi inserire nel mondo del lavoro. I campus formativi sono stati organizzati in Europa anche all’interno di progetti pluriennali co-finanziati dal programma ERASMUS+ della Commissione Europea e di accordi di partenariato con le istituzioni governative del caffè nei paesi produttori come il Consejo Salvadoreno del Café in El Slavador. La medesima formazione offerta ai giovani provenienti dai paesi consumatori è stata proposta anche a partecipanti dai paesi produttori in un format di addestramento che permette ai partecipanti non solamente di acquisire conoscenza e tecniche di lavoro ma anche di espandere il network di conoscenze professionali. I campus sono stati sempre organizzati in modo da favorire l’incontro tra partecipanti stranieri e locali nei paesi di origine. In questi anni i paesi coinvolti sono stati l’Honduras, Brasile, Colombia, El Salvador, Costarica, Vietnam, Indonesia.
 
Il network di esperti di settore di Umami Area mette a disposizione un’elevata competenza nel campo della formazione sul caffè che offre il programma di formazione della Specialty Coffee Association, il Coffee Skills Program, è dislocato in vari paesi e copre la formazione professionale in 5 diverse lingue. I docenti autorizzati da SCA offrono percorsi di formazione a più livelli dedicati ai semplici coffee lovers e consumatori fino ad arrivare a professionisti del settore come i dipendenti di grandi aziende operanti nel mondo del caffè. Esempi di campus formativi co-finanziati sono quelli operanti in questi mesi in Honduras co-finanziati dalla Fundación ETEA e Umami Area Honduras.
Il secondo tema ha riguardato il progetto “Mantano”: trattasi di un modello di produzione di un caffè di qualità che porta con sé, fino alla preparazione della bevanda in tazza, un alto contenuto di responsabilità sociale. Il modello è stato sviluppato all’interno dell’incubatore della NGO tedesca Starkmacher con la micro roastery AGÁTA e la supervisione di Andrej Godina – caffesperto. Il modello prevede la massima trasparenza della catena di produzione del caffè ed è in grado di fornire informazioni di costo, prezzo e di progetti di responsabilità sociale su tutti gli anelli della lunga catena di produzione del caffè. Un esempio concreto è il caffè di Finca Rio Colorado prodotto in Honduras. L’azienda assicura il pagamento del giusto salario al produttore e ai lavoratori, la cooperativa locale supporta numerosi progetti sociali nell’area locale cosi come il beneficio di esportazione Coffee Planet. Il successivo passaggio di acquisto e importazione del caffè è sostenuto dall’importatore italiano Interkom che assieme all’associazione Umami Area e la start up sociale Anna Caffè con sede nel Mugello assicurano al processo di lavorazione e vendita un contributo aggiunto di responsabilità sociale.
 
 
Andrej Godina, presidente di Umami Area e Umami Area Honduras: “due anni fa con altri 27 soci abbiamo deciso di acquistare una piantagione di caffè per dimostrare con il nostro operato che è possibile produrre un caffè di qualità socialmente responsabile. Il progetto è divenuto realtà a fine 2018 con la collaborazione di Mathias Kaps di Starkmacher e Johannes Epping di AGÁTA e di tutti coloro che sono coinvolti nella filiera di produzione del caffè. Le parole d’ordine di trasparenza, qualità, formazione e solidarietà sono i pilastri che ci hanno guidato nell’offrire al mercato un caffè con un alto valore aggiunto di responsabilità sociale. Le attività delle organizzazioni che rappresento offrono al mondo del caffè una formazione professionale che rappresenta molte volte l’unica possibilità per giovani disoccupati, emigrati e figli di produttori di caffè di trovare un impiego migliore o lo stimolo per avviare un nuovo progetto di start-up imprenditoriale. Dal 2012 Umami Area ha formato migliaia di persone residenti nei paesi consumatori e produttori di caffè con all’attivo centinaia di casi di successo nelle quali i partecipanti ai campus hanno migliorato la loro condizione lavorativa e di vita.
 
Michela Accerenzi coordinatrice di Fundación ETEA per il Centro America: “Fundación ETEA ha appoggiato lo sviluppo rurale da più di 15 anni. In particolare, in Honduras e altre zone del Centro America ha dato supporto a centinaia di produttori di piccola scala e contribuito al disegno di programmi di sviluppo. La riunione di oggi è stata molto stimolante perché abbiamo potuto condividere altri punti forti del nostro lavoro che sono al centro dell’operato anche di ICO. In primo luogo, stiamo sviluppando uno strumento amministrativo-finanziario per la gestione delle piccole piantagioni di caffè per aiutare chi produce a capire i suoi costi e poter difendere il valore del suo caffè sul mercato. In secondo luogo, Fundación ETEA è anche l’istituto di sviluppo dell’Universidad Loyola Andalucía, con sedi a Cordoba e Seviglia (Spagna), che ha come missione mettere la ricerca al servizio dello sviluppo. Investigare e ricercare dati fidedigni per il disegno di politiche e strategie di sviluppo sono al centro del lavoro di entrambe le organizzazioni. In particolare, negli ultimi due anni sia ICO sia Fundación ETEA abbiamo prodotto ricerche sulla partecipazione delle donne nel settore caffè. Condivideremo, per tanto, i nostri lavori per metterli al servizio di chi prende decisioni politiche ma soprattutto per promuovere la giustizia sociale nel settore caffè
 
Johannes Epping CEO di Agata e vice presidente della NGO tedesca Starkmacher: ”Sono felice di vedere che una solida rete di organizzazioni e persone entusiaste è in grado di realizzare progetti così belle su come il business del caffè può essere trasformato in business sostenibile economicamente e socialmente. Vedo una grande forza in questa collaborazione che può aiutare a diffondere molte conoscenze sul caffè ed esempi pratici di buone pratiche. Con le due organizzazioni che rappresento siamo più che disposti ad aggiungere la nostra parte di lavoro per ottenere il risultato di permettere ai produttori di caffè di raggiungere un livello di reddito dignitoso. È stato anche molto importante discutere sul fatto che abbiamo ancora bisogno di un coinvolgimento più forte dei consumatori e dei trader internazionali che possono aiutare a trasformare i scenari di lavoro in progetti di sviluppo positivo su una larga scala e con un maggiore impatto. Siamo più che aperti a continuare il dialogo per comprendere meglio le esigenze reciproche al fine di apportare cambiamenti nella qualità e nell'economia dei mercati internazionali del caffè.”
 
Gerardo Patacconi, head of operations di ICO: “È stata una discussione molto aperta e fruttuosa su idee e progetti nuovi, innovativi e di successo. Durante l’incontro ho presentato l'ICO, l'unica organizzazione globale, istituita sotto l’ombrello delle Nazioni Unite nel 1963, che riunisce sia i paesi che producono ed esportano caffè sia quelli che importano e consumano caffè. L'incontro era conforme al mandato dell'ICO cioè quello di raccogliere, analizzare e condividere dati, conoscenze e buone pratiche sul caffè con i suoi membri e tutte le parti interessate soprattutto i paesi di produzione. Abbiamo accolto nella nostra sede di Londra con favore i tre imprenditori e esperti sottolineando la necessità che l'ICO di esplorare più strade per la cooperazione e le partnership per rispondere all'attuale crisi dei prezzi del caffè (con una crescita annuale del 2% all'anno). Come richiesto dai nostri membri ci siamo concentrati sulla comprensione delle cause profonde della crisi con lo scopo di identificare soluzioni che possiamo finanziare e concretizzare una collaborazione congiunta tra l’industria e i governi e della società civile. L'ICO sta conducendo questo processo coinvolgendo tutte le parti interessate del mondo del caffè, i partner che si occupano di sviluppo e le ONG, compresi i consumatori attraverso il #coffeepledge - www.change.org/p/international-coffee-organization-support-a-living-income-for-coffee-farmers-sign-the-coffeepledge con la prossima presentazione del suo primo rapporto sullo sviluppo del caffè 2019 (Growing for Prosperity - La redditività economica come catalizzatore per il settore del caffè sostenibile). Molti produttori di caffè richiedono all'ICO di fornire assistenza per lo sviluppo delle capacità nell'intera catena del caffè, quindi esiste una grande opportunità di cooperazione. Condividere e adattare il pacchetto formativo fornito da Umami Area incoraggerebbe i giovani a creare la propria "attività imprenditoriale sul caffè" che può partire dal lavoro come barista fino al trading di materie prime per ridurre il rischio che le persone smettano di lavorare in questo settore e trasferirsi altrove nel paese o all'estero. Inoltre ho esteso l’invito alla partecipazione al forum ICO che effettua ricerche congiunte in particolare sulla raccolta di dati locali e sugli strumenti TIC sviluppati per aiutare i piccoli agricoltori con un livello di istruzione limitato a essere in grado di "gestire" in modo più efficace la loro attività nel settore del caffè. Sono state infine espresse le comuni intenzioni di aiutare ad aumentare la trasparenza del mercato e la sostenibilità nelle catene del con un impegno reciproco a muoversi velocemente e assieme in questa direzione.”
 
 
Mediagallery