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Dalla TAZZA alla TAZZA

02/05/2018

di Andrej Godina
ultimo aggiornamento 05/05/2018 15:17:43

caffetteria specialty honduras 1.jpeg
Se un giorno doveste mi passare dalla piccola cittadella di Copan Ruinas, Honduras a pochi passi dalla frontiera con Guatemala e dal parco “Ruinas de Copan”, e se come me siete sempre assetati di buon caffè di storie vere allora non potete perdervi la micro roastery Casa Ixchel.
Dopo aver percorso quasi tutti i coffee shop di Copan Ruinas, nonostante il caldo torrido, nel mio penultimo giorno decido prima di tornare alla mia base “Las Capucas” decido que è arrivato il momento esplorare la città e di perdermi nell’intento di di arrivare all’ultimo coffee shop che avevo previsto per il mio tour.
un paio di giri sbagliati in centro, un paio di isolati senza orientamento ed ecco che mi ritrovo con la più particolare micro roastery finora vista in Honduras, un giardino esterno con tantissima luce e così accogliente che vi sembrerà di essere nel vostro giardino di domenica mattina, un gusto esemplare nei suoi arredi che racchiudono tutta la tradizione ed il concetto “third wave” in piena regola.
Assaggio un caffè naturale, in filtro ed espresso e rimango più che soddisfatta sia dalla mia esperienza sensoriale con il caffè sia dalla gentilezza e disponibilità del personale e ancora più soddisfatta dalla conoscenza che la giovane proprietaria Katia Duke riesce a trasmettermi con la sua formula vincente 100% “from farm to cup”.
Katia Duke è una produttrice con una storia affascinante alle spalle, fatta di sfide, umiltà e tanta positività.
Accetta di buon grado di dedicarmi il suo tempo per parlare di lei: una donna nata e cresciuta nel mondo del caffè ed allo stesso momento così coinvolta nello sviluppo sociale della comunità cafetalera, come donna, come roaster, come master cup e come barista. Per me è amore a prima vista con la sua storia e con Casa Ixchel.
La storia di Finca San Isidro e dei suoi primi passi nel mondo degli specialty comincia nel 2013, quando ancora la familia Duke, come molti altri produttori, vendeva il proprio caffè attraverso i cosiddetti “Coyotes”, un metodo di commercio abbastanza in uso tra i produttori, che garantisce liquidità inmediata, pero d’altro canto non conviene al produttore per via dei suoi prezzi quasi sempre al di sotto del mercato.
Questo commercio non tiene conto della qualità del caffè ne di una tracciabilità, vale a dire che i caffè con profili alti vengono mescolati con caffè di profilo basso per essere messi su un mercato di volume.
E’ un metodo insostenibile per i produttori che nonostante in paesi come Honduras è difficile rompere con un commercio ben noto, tradizionale e con garanzie immediate.
Ma questo non è il caso di Finca San Isidro e Katia che dal 2014 nei suoi lotti comincia una nuova sfida, arrivare al mercato basato sulla qualità.
Katia rappresenta pienamente il concetto di Umami: valorizzare la formazione sul mondo del caffè, per riuscire in un futuro a migliorare il mercato stesso e le condizioni dei produttori. Con noi si è formata in uno dei nostri Umami Camp qui in Honduras, ed ha investito questa conoscenza nella sua micro roastery, la incantevole Casa Ixchel.
Le sfide per una produttrice come Katia che si allontana da un mercato convenzionale e tradizionale, non sono poche. Bisogna cambiare il tipo di agricultura, introdurre cicli di fertilizzazione più costanti, cambiare il sistema di beneficio, migliorare le condizioni del beneficio; e come si può intuire sono tutte inversioni che non sempre vengono coperte dai guadagni del raccolto.
Parlare con Katia è stata per me una apertura interessante ed un rafforzamento dei miei ideali di creare una comunità che si focalizzi nel caffè come “qualcosa che viene introdotto nel nostro corpo” come lei stessa ama definirlo, e non solo un prodotto di mercato senza pensare coscientemente a chi è rivolto.
Katia come imprenditrice nella sua micro roastery cerca di mantenere alta la qualità del suo coffee shop tenendo per i clienti di Casa Ixchel la prima scelta del suo raccolto annuale, e credetemi è qualcosa più unico che raro in paesi produttori che mirano ad esportare il meglio.
Sfortunatamente rompere con le tradizioni costa troppo e ci vuole tanto coraggio, ma so che sono di fronte ad una donna che ha fatto del caffè la sua vita ed è passata da produttrice a Qgrader scommettendo tutto per migliorare la qualità della sua produzione.
Nel 2017, dopo tanti tentativi falliti, prove, sperimentazioni, formazioni e tanta pazienza Katia ed i suoi lotti di finca San Isidro si candidano per le selezioni della “Cup Of Excellence” di Honduras.
Nel 2018 arriva prima alla competizione di caffè specialty del Trifinio, con un naturale que se siete in zona vi invito a provare.
Nel mio breve soggiorno Hondureño fatto di dialoghi con produttori e tazzine di espresso, ho capito che essere donne da queste parti è una sfida abbastanza grande, soprattuto se sei produttrice, figlia di produttore e se introduci un concetto che rompe completamente con le tradizioni.
E’ il caso del primo raccolto di Katia e dei suoi raccoglitori che si rifiutano di prendere ordini dalla “figlia” del produttore.
In casi del genere per fortuna donne come Katia Duke possono solo reagire e cambiare la società, da allora infatti come produttrice si è vista coinvolta in una serie di progetti con donne, ed è perciò che la maggior parte del suo team di lavoro sono donne alle quali offre un lavoro che va al di la del raccogliere le drupe.
Siccome qui il caffè è visto come una tradizione di famiglia il ricambio generazionale e l’indipendenza economica è un’altra sfida a cui i produttori di seconda generazione devono affrontare, è da qui che nasce casa Ixchel.
Casa Ixchel ha tutto il carattere indipendente che Katia ha saputo tirar fuori dalla sua personale indipendenza economica, svincolata dalla piantagione di famiglia; e se come me passate la vostra vita nei coffee shop in differenti luoghi del mondo, noterete inmediatamente che siete entrati in un luogo speciale.
Un’atmosfera unica, accogliente, literalmente la casa di Katia Duke, un punto di incontro di buone energie che hanno saputo dare i loro frutti. Casa Ixchel, come la dea della Luna, della fertilità e dei buoni raccolti, secondo la tradizione Maya, ha visto nascere tra le sue pareti opere di abbondante generosità, come la scuola in costruzione nelle vicinanze di Finca San Isidro, grazie alla concessione del terreno por parte di Katia e alla collaborazione di alcuni clienti del coffee shop, un progetto che nasce sotto la buona energia che gode questo piccolo angolo del buon caffè, ed al quale si è liberi di aderire attraverso donazioni.
E’ davvero una roastery che mi ha colpita per come mantiene un’equilibrio tra una tradizione autoctona ed innovazione, in un mercato che spesso tende ad omologarsi, un posto dove bere un buon caffè sotto un’atmosfera mistica generata dalla presenza di Katia e dei suoi collaboratori, un luogo dove sentirsi a casa e ascoltare storie, e far parte di quelle storie a patto che non siate intimiditi di lasciarvi coinvolgere dalla personalità tanto carismatica della sua proprietaria.

Katia esporta su caffè (finca San Isidro Katia Duke Collection) a:
Taiwan: Zircle coffee.
USA: Una Taza, Pneuma, Five Star, Blencher (packaging biodegradabile)), LaTerza.
Canada: Souvenir Coffee, Cut Coffee.
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