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Tutelare i piccoli produttori attraverso un sistema di attività in cooperativa

24/08/2018

di Andrej Godina
ultimo aggiornamento 24/08/2018 20:25:45

So cosa bevo quindi so come sto agendo

Cafe caucas omar rodriguez.jpg
Per definizione un sistema cooperativista è un movimento con lo scopo di favorire la diffusione e lo sviluppo della cooperazione economica attraverso il sorgere di cooperative; le cooperative sono regolate da un codice che garantisce piena autonomia nelle zone in cui agiscono.

In un mercato basato sulla trasparenza per anni abbiamo nominato le cooperative da cui provengono i prodotti che consumiamo, queste sono diventate una garanzia del prodotto acquistato da un punto di vista qualitativo, ecologico e sociale.

La domanda sorge dunque spontanea: come consumatori siamo realmente coscienti dell’impatto sociale che hanno le cooperative nei paesi di produzione?

Per chiarire il ruolo del cooperativismo nei paesi produttori, ho dovuto inoltrarmi tra domande e ricerche nell’intorno socio-culturale di un paese in costante crescita nell’economia del caffè di qualità.

La cooperativa che ho preso ad esempio per una mia breve analisi è COCAFCAL (cooperativa cafetalera Capucas Limitada), nella zona di Copan, Honduras, dove negli ultimi mesi ho passato le mie giornate confrontando l’impatto che il lavoro della cooperativa ha non solo sulla comunità, ma anche su altre cooperative in diverse zone limitrofe.

Per capire il vero lavoro di una cooperativa, dobbiamo uscire dalla nostra prospettiva di paese industrializzato e tenere conto che spesso le zone produttrici di caffè sono paesi dove la mancata intervenzione del sistema politico è tangibile nel quotidiano; in questa realtà il sistema cooperativistico cerca uno stratagemma che diminuisca l’impatto della povertà su servizi primari come educazione, sanità, riforme agricole, gestione del capitale e produzione.

Erano gli anni '50 quando quando in Honduras si formarono le prime cooperative che avevano lo scopo di ampliare le aspettative della popolazione partendo dallo sviluppo di alcuni principi come: adesione aperta a tutti e volontaria, interese per la comunità, cooperazione tra le cooperative stesse, educazione, formazione, informazione, autonomia indipendente, partecipazione economica e gestione democratica.

In una società dove la piaga principale non è solo la povertà, bensì l’enorme disuguaglianza sociale (secondo l’indice Gini L’Honduras nel 2016 si è piazzata al 6 posto con un 53,7% di disuguaglianza in fatto di sanità ed educazione
http://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2016/03/29/news/america_latina_non_la_piu_povera_ma_tra_le_piu_diseguali-136508071/ )
questo significa che nelle zone dove i nostri produttori vivono e lavorano i raccolti di cui godiamo non ci sono a disposizione infrastrutture adatte a fornire alle future generazioni servizi basici come la sanità e l’educazione.

Dobbiamo prendere coscienza che i nostri caffè più pregiati ed i nostri monorigini più complessi spesso provengono da zone dove domina un panorama politicamente frustrante e tutto questo accade lontano dalla nostra realtà come baristi, dai nostri laboratori d’assaggio e dalla nostra quotidianità. In questo panorama le cooperative giocano un ruolo fondamentale per la sopravvivenza del caffè, nei nostri mercati e nelle nostre vite allontanando con tutte le loro forze lo spettro di coltivi abbandonati dovuti a scarse aspettative future nelle zone rurali, mancanza di opportunità e prezzi di mercato troppo bassi rispetto ai costi di produzione a cui i piccoli produttori fanno fronte ogni giorno.

Nel mio soggiorno all’interno della comunità, ho potuto essere testimone della funzionalità di un sistema che mira a migliorare la vita dell’individuo attraverso una gestione utile del capitale, che punta a garantire ai piccoli produttori le basi per poter gestire una economia basata sulla qualità e non sul volume.

COCAFCAL è una cooperativa nata recentemente che sotto la guida attuale di un grande leader e visionario e la collaborazione di tutti i suoi associati è riuscita in pochi anni a diventare una macchina sociale ben funzionante ed incredibilmente utile alla comunità: un modello economico esemplare a metà tra la collaborazione comunitaria ed un incentivo alla concorrenza su un mercato libero.

I progetti attivi al momento nella cooperativa COCAFCAL sono di vario genere: 
  • Formazione dei produttori in tecniche agricole per garantire non solo una migliore qualità a fine raccolto ma anche una certa costanza nella qualità della produzione.
  • Formazione in tema di agricultura organica: Capucas possiede una vera e propria pianta di organico, una filiera ben strutturata ed accessibile al produttore, vale a dire che ogni produttore è in grado di replicare il modello della cooperativa nella sua propria piantagione, con i propri mezzi ed il proprio capitale.
  • Formazione su coltivi esterni al caffè: Poiché ciclo del caffè in quasi tutti i tropici è annuale incentivare altri tipi di coltivi come pomodori, ortaggi, lemon grass, non solo garantiscono altri ingressi economici ma possono essere pratiche agricole alternative per la conservazione dei suoli e del patrimonio paesaggistico.
  • Formazione in tecniche di barismo e cupping.
  • Formazione in tecniche di processamento e conservazione del caffè.
  • Progetti in tematiche di genero: le produttrici della comunità possono vendere il loro caffè nel mercato nazionale attraverso il marchio registrato della cooperativa.
  • Incentivo della apicultura e la produzione di miele: I produttori al di là del caffè producono il proprio miele da dirigere nel mercato nazionale sotto il marchio delle cooperative.
Questi progetti sono solo la punta dell’iceberg di una serie di impegni nei confronti della comunità, lo scopo è sempre quello di tutelare i produttori fornendo loro le basi in modo che possano poi autogestire la propria produzione ed entrare in competizione nel mercato nazionale senza dover per forza fare i conti con burocrazie demotivanti e costi alti di gestione dei marchi potendo concentrare la produzione non sulla quantità ma sulla qualità.

A colpirmi però sono stati i risultati; una comunità i cui produttori sono spesso in grado di distinguere in tazza un caffè con caratteristiche complesse, una produzione con caffè non inferiori agli 82-83 punti, produttori coscienti del mercato e del loro prodotto, competitivi ed entusiasti della ricerca verso la qualità e l’innovazione.

L’intervento della cooperativa nella zona  Las Capucas sulla comunità è tangibile; è una comunità basata sulla formazione e sul duro lavoro, la cooperativa crede nella ricerca, nella innovazione e nello sviluppo, il grande sogno di COCAFCAL è creare una comunità autonoma ed indipendente dalla sola produzione di caffè, che tenga conto dei cambi climatici, dell’ambiente e delle nuove tecnologie in campo agricolo.

Questo è un sistema intelligente che punta al benessere dell’individuo come sua forza motrice, che da sempre ha intravvisto nell’educazione dei sui componenti la base per un futuro migliore, che usa come mezzo la collaborazione e lo scambio di conoscenze e che al contrario dello stato finanzia un medico di base per la comunità (di cui ne ho approfittato persino io durante il mio soggiorno), alcuni maestri di scuola e ha creato persino un campus on line approvato dall’università statale di Honduras per garantire una formazione universitaria e riconosciuta senza mai correre il rischio di dover abbandonare le terre o la propria identità in nome di un futuro migliore.

Questo è un sistema che lavora per il futuro, per un ricambio generazionale in una zona che soffre l’abbandono delle proprie terre in nome di una migrazione di massa; qui si cerca di dare migliori condizioni di vita non solo ai nostri produttori ma anche loro figli e alle generazioni a venire lottando contro tutti gli inconvenienti che una cattiva gestione politica o un mercato troppo ingiusto portano con sé.

Mi sono appassionata al caffè con la consapevolezza che si potesse fare la differenza attraverso il mio reale contributo in qualsiasi punto de la filiera; sia come barista, come semplice consumatrice di caffè di qualità, come donna in una comunità prettamente maschile; sapevo che in un mercato che riflette cambiamenti dettati dalla cultura e dalla società c’è sempre uno spazio dove ritrovarsi come parte attiva e presente di grandi evoluzioni.

Invito ad ogni individuo quindi, qualsiasi ruolo esso svolga nella filiera del caffè, a fare la differenza a crearsi una coscienza di quanto in un mercato globale le nostre scelte come persone pesino sulla nostra società in modo globale; perché bere caffè di qualità in modo cosciente?, che importanza ha la trasparenza nel mercato del caffè?, quanto è indispensabile conoscere da dove vengono le nostre miscele e capire il ruolo del nostro contributo nel mercato del caffè?.

Queste sono domande che dovrebbero nascere dentro di noi non solo come professionisti o esperti del settore, bensì come individui e contribuenti attivi di una filiera che ci unisce tutti da una parte del mondo ad un’altra attorno ad un unico solo grande amore.
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